Milano è davvero la terza città più inquinata al mondo?

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Il 21 marzo, il mondo mediatico e giornalistico ha accolto con estremo scalpore la notizia che Milano è la terza città più inquinata al mondo. Una (fake) news che ha immediatamente invaso le principali testate giornalistiche e le televisioni dell’intera nostra penisola, tanto che – come afferma Wired – si è trattato di un vero caso di “infodemia”: la circolazione di una quantità eccessiva di informazioni, talvolta non vagliate con accuratezza, che rendono difficile orientarsi su un determinato argomento per la difficoltà di individuare fonti affidabili (definizione da Enciclopedia Treccani).

 

Milano è veramente la capitale dello smog?

Sta diventando ormai una triste costante. Sempre di più sono le notizie negative riguardo l’inquinamento ambientale e lo smog che attanaglia la capitale dell’economia della nostra penisola. Il 21 marzo, come già affermato in precedenza, le principali testate giornalistiche si sono gettate a capofitto sulla notizia di Milano come terza città più inquinata al mondo. È veramente possibile? Da dove deriva questo dato? La notizia, infatti, è falsa; o, ancora meglio, è stata rappresentata ed esplicitata in maniera errata.

Questo ranking è stato in particolare prodotto da IQAir, società svizzera che si occupa di tecnologie per contrastare l’inquinamento dell’aria. Il 21 marzo – e solo quel giorno – Milano è risultata essere la terza città con l’aria più contaminata di tutto il globo. Questo ranking, infatti, viene modificato giornalmente, mostrando quindi già la sua scarsa affidabilità.

Nonostante questa fake news, però, Milano rimane comunque una delle città italiane più inquinate d’Italia e, più in generale, la Pianura Padana non ha rivali in tutta Europa. Le norme europee, infatti, tollerano lo sforamento del “muro” dei cinquanta microgrammi di Pm10 solo per 35 giorni all’anno (dove per “Pm10” si intende l’insieme delle particelle atmosferiche solide e liquide sospese in aria). Seppur nel mese di marzo non si siano registrate giornate con valore di smog oltre la soglia richiesta, nel corso dei primi due mesi e mezzo dall’inizio dell’anno sono già state 12 le giornate con un livello maggiore di cinquanta microgrammi di Pm10. Per esempio, nella giornata di giovedì 23 febbraio, le centraline dell’Arpa hanno registrato concentrazioni di polveri eccessivamente sopra i limiti richiesti, con 71 microgrammi di polveri per metro cubo nella zona del Duomo. E anche nelle zone limitrofe Milano la situazione non è migliore: 73 in viale marche, 74 in Città Studi, 82 in Via Senato e – uscendo dalla città – 80 a Limito di Pioltello e 86 a Cassano d’Adda.

 

Non cambia la situazione in tutta la Pianura Padana

2021, 2022 e, con molta probabilità, anche il 2023. Negli ultimi tre anni la Pianura Padana è risultata essere l’area europea con la situazione peggiore per quanto riguarda l’inquinamento. In generale, prendendo gli ultimi rapporti disponibili dall’Agenzia Europea dell’Ambiente, in tutto il Vecchio Continente il 96% della popolazione urbana è stata esposta a livelli di inquinamento atmosferico superiori a quelli di riferimento stabiliti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

In cima alla classifica – secondo anche l’ultimo rapporto della European Environment Agency sulla qualità dell’aria – c’è la zona della Pianura Padana. Perché la Pianura Padana patisce così tanto l’inquinamento dell’aria? Le principali ricerche affermano che le motivazioni principali derivino dalla sua nomea di “zona-capitale economica” d’Italia: l’alto numero di industrie presenti nel territorio e le condizioni meteorologiche e geografiche favoriscono il superamento dei limiti consentiti con estrema facilità.

Notizie (abbastanza) positive, però, esistono. Il 21 maggio 2021 la Commissione europea ha adottato il piano d’azione dell’UE: “Verso l’inquinamento zero per l’aria, l’acqua e il suolo”. L’obiettivo principale è appunto quello di “inquinamento zero” per il 2050, che si traduce in una serie di traguardi chiave per il 2030, volti ad accelerare la riduzione dello smog alla fonte (la principale, infatti, di queste mete intermedie è quella in particolare di migliorare la qualità dell’aria per ridurre del 55% il numero di morti premature causate dall’inquinamento atmosferico).

 

La vera classifica mondiale

Abbiamo perciò capito che Milano non può sicuramente essere la terza città più inquinata al mondo. E lo stesso rapporto di IQAir del 2022 lo dimostra. Il Pakistan è al terzo posto tra i paesi con l’aria più inquinata, mentre la città di Lahore è mostruosamente diventata la città più inquinata al mondo, passando da 86,5 microgrammi del 2021 a 97,4 microgrammi di media nel 2022.

In generale, India e Pakistan hanno sperimentato l’anno scorso la peggiore qualità dell’aria, dove quasi il 60% della popolazione vive in aree in cui la concentrazione di particelle è almeno sette volte superiore ai livelli raccomandati dall’OMS.

Arienti Stefano

Arienti Stefano

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