Finlandia e lo spettro di una nuova guerra

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Il 4 aprile 2023 la Finlandia è diventata un nuovo membro della NATO, portando a 31 il numero di paesi aderenti all’Alleanza Atlantica. L’ingresso è avvenuto dopo che il paese nordico ha depositato il suo strumento di adesione al Trattato del Nord Atlantico con gli Stati Uniti, presso la sede della NATO a Bruxelles. Gli alleati e membri avevano già firmato, il 5 luglio 2022, il protocollo di adesione della Finlandia; dopodiché tutti i trenta parlamenti nazionali hanno votato per ratificare l’adesione del paese (qui il link per un articolo dello scorso anno sulle previsioni d’ingresso della Finlandia).

Non è, però, un semplice e banale ingresso. Gli animi non dovrebbero essere così gioviali e le preoccupazioni, d’altro canto, dovrebbero essere molte. Ricordiamo, infatti, che la Repubblica di Finlandia confina con la Russia di Putin, il quale ha già dichiarato svariate volte la sua opposizione a questo ingresso e le possibili conseguenze nel momento in cui lo stato nordico dovesse entrare nell’Alleanza Atlantica.

 

La Finlandia preoccupa Putin

Sotto il sole splendente di fronte al nuovo scintillante quartier generale della NATO, la bandiera bianca e blu della Finlandia si è unita al cerchio delle altre trenta bandiere. La Russia, invece, affonda e subisce un’altra avanzata da parte dell’occidente. L’adesione della Finlandia non può quindi essere che una battuta d’arresto per il presidente Vladimir Putin, aprendo oltre 1300 chilometri di confine all’Alleanza Atlantica.

Come già affermato, l’adesione della repubblica nordica è ovviamente qualcosa a cui la Russia si è attivamente opposta, soprattutto da febbraio 2022, con l’inizio della guerra. Ma, per molti versi, questa stessa adesione è vista da molti come risultato diretto delle stesse azioni di Mosca. L’invasione ucraina è stata giustifica dal presidente russo come contromisura all’espansione alla NATO, al suo poco dolce avvicinarsi ai confini della Russia; ma fu proprio questa guerra – oramai iniziata un anno fa – a spingere la Finlandia (e molto probabilmente anche la Svezia) verso l’alleanza e ad abbandonare le loro politiche di neutralità di lunga data.

Altri problemi per Mosca sono individuabili da un punto di vista puramente “territoriale” e geografico. La Finlandia abbiamo detto avere più di ottocento miglia di confine terrestre con la Russia: entrare a far parte della NATO significa che la lunghezza del confine tra i paesi della NATO e la Russia è più che raddoppiata, portandola da circa 750 miglia a circa 1600 (oltre 2500 chilometri).

 

La Russia dovrebbe preoccupare la NATO

Non fermiamoci, però, al solo punto di vista russo. Altrettanto preoccupante dovrebbero essere le possibili reazioni di Mosca a questa escalation politico-militare conseguente all’ingresso del territorio di Helsinki. “Non abbiamo tali problemi con Svezia e Finlandia […] Non abbiamo questioni territoriali, nessuna controversia, non abbiamo nulla che possa disturbarci dal punto di vista dell’adesione della Finlandia o della Svezia alla NATO”, affermava Vladimir Putin a fine agosto dell’anno scorso. “Solo loro (la NATO) dovrebbero rendersi conto chiaramente che prima non c’erano minacce; ora, se i contingenti e le infrastrutture militari sono dispiegate lì, dovremo rispondere in modo speculare e creare le stesse minacce nei territori da cui vengono create le minacce per noi”. Occhio per occhio, dente per dente. È chiaro che la Russia e Putin stanno “perdendo” la guerra in Ucraina; allo stesso modo, però, avanzare in maniera così esplicita e, soprattutto, con estrema velocità (pensare che Montenegro, nel 2017, e Macedonia del Nord, nel 2020, hanno impiegato entrambi quasi dieci anni per entrare) potrebbe alimentare la grande oppressione tanto sofferta da Mosca.

 

Lo spettro di una nuova guerra

Militarmente la NATO è in vantaggio. Politicamente la NATO è in vantaggio. Territorialmente, adesso, la NATO è in vantaggio. Ma proprio per questo la guerra non si può fermare: le vittime in Ucraina continuano ad aumentare e tale ingresso non può altro che portare o ad alimentare la violenza russa nel territorio di Kiev o, addirittura (anche se sicuramente molto meno fattibile), aprire un nuovo fronte di guerra verso la Finlandia. “Per mano del popolo ucraino, i membri della NATO e i principali paesi della NATO vogliono semplicemente affermarsi ulteriormente, affermare il proprio ruolo nel mondo, confermare non la loro leadership, ma le loro egemonie nel senso letterale della parola, le loro ambizioni imperiali. E il fatto che abbiano sempre parlato della loro esclusività, parlato e introdotto nella coscienza della comunità mondiale la tesi e lo slogan che ‘chi non è con noi è contro di noi’ è tutta una manifestazione della stessa politica”, Vladimir Putin.

Arienti Stefano

Arienti Stefano

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