India tra innovazione e problemi ambientali

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Voglio fare una previsione per voi… Prevedo che il 21° secolo sarà il secolo indiano. Il dinamismo, l’energia… ovunque vada qui, le persone sono interessate all’auto-miglioramento, alla crescita. Questo paese ha qualcosa di speciale. Questo sarà il secolo indiano”. È il lontano gennaio 2020 quando il fondatore e magnate della tecnologia di Amazon, Jeff Bezos, visitò per tre giorni il territorio di Nuova Delhi e incontrò il vicepresidente senior e responsabile nazionale di Amazon India Amit Agarwal. Quella che doveva essere una semplice chiacchierata si è immediatamente trasformata in un momento storico e fondamentale per l’India, con una folla completamente in visibilio durante la grande scommessa di Bezos.

Ovviamente, da buon imprenditore, le parole del miliardario statunitense sono sicuramente frutto dell’intenzione di solidificare i rapporti in India per il suo – oramai ex – impero. Ma quando certe persone e visionari decidono di esporsi così “ferocemente” verso una tematica o, in questo caso, scommettere così profondamente su uno Stato, è normale che l’attenzione salga alle stelle. Cerchiamo di seguito, attraverso due esempi, di sottolineare le motivazioni, positive e negative, per cui l’India potrebbe divenire a breve il dominatore del 21° secolo.

 

L’India e l’allunaggio

Mercoledì 23 agosto, l’India è entrata nella storia come il primo Paese ad atterrare vicino al polo sud della Luna, grazie al lander Chandrayaan-3. Non solo: ciò la rende anche il primo Stato ad atterrare sul nostro satellite dopo Pechino nel 2020. Perché l’allunaggio indiano è un fatto così importante? Anzitutto, il territorio di Nuova Delhi è divenuto il primo a conquistare il polo sud della Luna, l’unica sezione del nostro satellite rimasta finora ancora inesplorata. Quest’area, di conseguenza, offre il maggior potenziale per trovare sia ghiaccio d’acqua (che supporterebbe gli astronauti durante le missioni spaziali e produrrebbe carburante per i missili) sia altre risorse naturali, come elio-3 o minerali rari sempre più limitati sulla Terra.

C’è un altro elemento, tuttavia, da dover tener in considerazione, di carattere più storico e simbolico. Stati Uniti, Russia, Cina e, adesso, India sono i principali Stati che, dagli anni Cinquanta, battagliano per la conquista dello spazio, assieme certamente al supporto di altri paesi minori. L’interesse per lo spazio, e più specifico per il nostro satellite, è elemento – storicamente confermato – di forza e dimostrazione di potenza da parte degli Stati, status symbol della condizione di Superpotenza e di esponenziale crescita all’interno del panorama geopolitico internazionale. Le parole del presidente dell’Organizzazione indiana per la ricerca spaziale S.Somanath, “L’India è sulla Luna”, suonano per tutti i grandi player internazionali come l’arrivo, anche frenetico e rumoroso, dell’India nella stretta cerchia di chi il mondo lo guida, non di chi insegue.

 

Il problema dell’inquinamento

L’India, tuttavia, è da considerare come il più probabile giocatore del 21° secolo anche per i suoi enormi problemi da risolvere, principalmente legati alla questione ambientale. Già in un articolo di aprile – quando Milano risultò per poche ore la terza metropoli più inquinata del globo – provavamo a sottolineare l’enorme problema ambientale che, da anni, affligge il territorio di Nuova Delhi. Secondo altre recenti ricerche sulle città più inquinate del mondo, la classifica che ne fuoriesce vede una netta egemonia indiana: delle cento città classificate, 65 sono in India e, inoltre, sei delle prime dieci posizioni sono occupate da metropoli indiane. La capitale, Nuova Delhi, occupa addirittura il quarto posto di queste classifiche, preceduta solamente dalla città di Bhiwadi. Classifica che assume ancor più importanza dopo l’osservanza dello studio Lancet dell’anno scorso, il quale affermò che l’inquinamento abbia causato oltre 2,3 milioni di morti premature in India nel 2019: 1,6 milioni dovuti al solo inquinamento atmosferico e oltre 500.000 causati dal problema idrico nazionale.

 

Quale sarà il futuro?

Dall’allunaggio al problema atmosferico, abbiamo sottolineato come l’India, ad oggi, non sia più da considerare come uno stato povero e marginale. L’immensa popolazione e l’incontrollabile aumento demografico, la forza economico-politica sempre maggiore e gli sviluppi tecnologici in atto rendono il territorio di Nuova Delhi un paese ancora in via di sviluppo, ma già in grado di affrontare globalmente i più grandi rivali come Cina e Stati Uniti. Tra problemi ancora irrisolti e grandi conquiste, è impossibile non definire l’India come lo Stato più in crescita degli ultimi anni; quello che, più di chiunque altro, sembra non volersi fermare di fronte a guerre e crisi internazionali. Solo il tempo potrà confermare o distruggere questa previsione, ma ad oggi l’India rimane il paese in pole position per lo status di “dominatore del 21° secolo”.

Arienti Stefano

Arienti Stefano

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