Il trotskismo riportato in auge dalle recenti manifestazioni

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Riesco a vedere la striscia verde brillante dell’erba sotto il muro, e il cielo azzurro e limpido sopra il muro, e la luce del sole ovunque. La vita è bella. Lascia che le generazioni future lo purifichino da ogni male, oppressione e violenza e ne godano appieno”. Leon Trotsky scrisse queste parole il giorno prima di essere assassinato a Coyoacán (il 21 agosto 1940), in Messico, dove viveva in esilio nascosto da tutto il mondo: nemico giurato dei capitalisti occidentali e del Partito Comunista di Stalin. Oggi, invece, il suo pensiero e i suoi ideali – il trotskismo – sono tornati in auge nelle nuove generazioni che, spesso inconsapevolmente, portano avanti un’archetipo di rivoluzione simile a quella che Trotsky provò a impiantare nella cultura sovietica dell’inizio del XX secolo.

 

Il trotskismo alle sue origini

Il trotskismo può essere definito come un’ideologia marxista basata sulla teoria della rivoluzione permanente, esposta per la prima volta, appunto, da Leon Trotsky, uno dei principali teorici del partito bolscevico russo e leader della rivoluzione russa. La teoria della “rivoluzione permanente”, in particolare, sosteneva che un sistema economico doveva essere visto come un sistema mondiale piuttosto che semplicemente nazionale e che l’URSS potesse raggiungere il socialismo solo se le classi lavoratrici di tutto il mondo si fossero sollevate all’unisono per rovesciare le classi dominanti.

Un pensiero cosmopolita quello di Trotsky, mai messo in atto per la drammatica fine che ha dovuto trascorrere: inseguito da tutto il mondo e per tutto il mondo, con i suoi quattro figli tutti assassinati per volere di Stalin. Eppure, nonostante ciò, il trotskismo aveva la più profonda convinzione che, come nella frase di inizio articolo, la vita è bella e che il socialismo “vero” può vincere. Era in particolare convinto della rivoluzione e del ruolo che le generazioni future avrebbero avuto nel realizzare un mondo libero dallo sfruttamento e dall’oppressione.

La democrazia forgiata dalla borghesia non è […] un sacco vuoto che si può tranquillamente riempire con qualsiasi tipo di contenuto di classe. La democrazia borghese può servire solo la borghesia… Ogni volta che questo ‘comitato’ gestisce male gli affari, la borghesia lo liquida con uno stivale”. Ogni volta che i socialisti hanno tentato semplicemente di “riempire” la democrazia borghese di contenuti socialisti, i capitalisti l’hanno “sconfitta con uno stivale”, instaurando dittature brutali come nel Cile di Pinochet o nel regime fascista di Franco in Spagna. E su questo, storicamente, Trotsky aveva pienamente ragione: l’obiettivo, invece, è ora quello di preparasi e intraprendere una rivoluzione. Non solo nel proprio Stato; ma in tutto il mondo.

 

Rispolvero nel XXI secolo

Se siamo uniti come adesso, sui punti caldi, allora possiamo vincere!”. Venerdì 24 marzo, a Gonfreville-l’Orcher, nella Senna Marittima, la giovane attrice Adèle Haenel ha moltiplicato le presenze alle manifestazioni e scioperi dai raffinatori di TotalEnergies contro la riforma pensionistica degli ultimi mesi in Francia. A fianco della ragazza è aumentata la popolarità del movimento della Rivoluzione Permanente, consegnando una visibilità del tutto inaspettata all’organizzazione trotskista. Questo è un semplice e concreto esempio di un più generale rispolvero, non tanto del vero e proprio trotskismo, ma della sua mentalità e preoccupazione generale: realizzare un mondo libero e protestare e combattere per esso. Dalla Francia alla Spagna, dalla Georgia alla Corea del Sud; siamo immersi in un mondo in protesta e il trotskismo sembra essere una chiave di lettura efficace per capire il pensiero delle nuove generazioni.

Attive sui social (spesso quasi “iperattive”) e sostenute da personaggi mediatici di spicco, le nuove generazioni sono sempre più pronte ad una rivoluzione mondiale. Grazie all’assente distanza – garantita ovviamente da Internet -, esse sono in grado di riportare in auge il trotskismo e il suo carattere cosmopolita, privo di differenze etniche e combattente.

Arienti Stefano

Arienti Stefano

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