Sparatoria di massa. Una moda tutta statunitense

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Una sparatoria di massa dietro l’altra

Fine gennaio 2023. La California si è svegliata con la notizia di tre sparatorie di massa nell’ultima settimana. Più nel dettaglio, lunedì 23 un uomo armato ha aperto il fuoco contro due vivai a Half Moon Bay, uccidendo sette persone e ferendone una. Poche ore dopo, un altro uomo armato ha aperto il fuoco a circa sessanta chilometri di distanza, in una stazione di servizio a Oakland, ferendo sette persone e uccidendone una. Invece, il sabato precedente (21 gennaio), 11 persone a Monterey Park – vicino a Los Angeles – sono state uccise durante la celebrazione della vigilia del capodanno lunare. In questo primo mese erano già a quota 52 le sparatorie di massa.

13 febbraio 2023. Tre studenti sono stati uccisi a colpi di arma da fuoco e cinque gravemente feriti prima che un uomo armato si togliesse la vita alla Michigan State University. Si tratta della prima sparatoria di massa in una scuola americana nel 2023. Il giorno seguente, quattro minorenni sono rimasti feriti dopo una sparatoria fuori dalla Westinghouse Academy di Pittsburgh, in Pennsylvania. A metà febbraio, in sei settimane, si raggiungeva un totale di 71 sparatorie di massa.

7 marzo 2023. 64 giorni dall’inizio del nuovo anno. Gli Stati Uniti battono un nuovo record: raggiunte le 104 sparatorie di massa, secondo il Gun Violence Archive (GVA), un gruppo americano senza scopo di lucro che cataloga annualmente ogni episodio di violenza armata e “mass shooting” negli USA. In particolare, il gruppo definisce una sparatoria di massa come “un minimo di quattro vittime colpite, ferite o uccise”. La centesima sparatoria di massa del 2023 ha avuto luogo a Bolingbrook, Illinois, dove tre persone – tra cui un bambino – sono state colpite e uccise, mentre un’altra persona è rimasta ferita nell’“incidente”.

 

Mai così tanti “mass shooting” come nel 2023

È record per gli Stati Uniti. Mai così tante sparatorie come in quest’ultimo anno. Un dato letteralmente sconvolgente dato che, considerando il momento in cui si è raggiunto il centinaio di mass shooting (64 giorni da inizio anno), ci sono state più sparatorie di massa che giorni. Anche rispetto agli anni precedenti, gli Stati Uniti si sono sorprendentemente superati: infatti, per raggiungere la tripla cifra, nel 2022 si è dovuto aspettare fino al 19 marzo 2022 e il 22 marzo 2021. Oltre un mese di anticipo rispetto alla classica tabella di marca: 52 sparatorie a gennaio, 41 a febbraio e 11 fino ai primi di marzo.

Ciò che colpisce, però, è il numero di vittime: sono almeno 7.537 le persone rimaste vittime di violenza armata nel paese. Le lesioni legate alle armi da fuoco, di conseguenza (considerando però anche i suicidi), hanno nettamente superato gli incidenti automobilistici come principale causa di morte per bambini e adolescenti, secondo un’analisi dei Centers for Disease Control and Prevention.

 

Un problema che non si vuole risolvere

This is America”. Così recitava il singolo del 2018 del rapper statunitense Donald Glover, pubblicato con lo pseudonimo Childish Gambino, narrando sia la violenza che la tranquillità americana riguardo al mondo delle armi da fuoco. Una moda che, però, sembra non voler smettere di arricchire il paese esportatore della democrazia e della libertà; ma, anzi, che continua ad avere un certo fascino tra la popolazione statunitense. “Le contraddizioni, si sa, sono fisiologiche rispetto alla complessità del nostro mondo, ma quella riguardante la normativa statunitense sulle armi è davvero un fenomeno peculiare”, afferma Vito Antonio Lovero per Iusinitinere. Una moda legata a vicende storiche e ad un passato distante, un fenomeno giuridico spaventosamente lontano e strano se paragonato alle previsioni degli ordinamenti giuridici europei.

Sicuramente il primo e più grande ostacolo a questa tendenza è il conservatorismo che caratterizza la Corte Suprema degli Stati Uniti. I giudici che la formano sono nove, i quali rimangono in carica fino alla loro morte e vengono scelti tutti dal Presidente degli Stati Uniti con approvazione del Senato. Si capisce, perciò, gli squilibri che si possono formare all’interno dell’organo col compito fondamentale di accertare se un determinato provvedimento è conforme o meno alla Costituzione. A tal proposito, a giugno 2022, la Corte Suprema bocciò come incostituzionale una legge dello stato di New York che da oltre un secolo limitava il diritto di portare un’arma non a vista fuori dalla propria abitazione. “Dal momento che lo stato di New York concede autorizzazioni a portare le armi in pubblico solo a chi dimostra di aver una speciale esigenza di autodifesa, concludiamo che questo regime viola la Costituzione”, si legge nella sentenza scritta da Clarence Thomas e appoggiata dagli altri cinque giudici di orientamento conservatore. Un rifiuto che ha portato alla critica lo stesso Biden: “Deluso. Esorto gli Stati a continuare ad applicare leggi che proteggano i loro cittadini”. Un Presidente che, però, come Obama anni fa, non ha alcuna forza e possibilità di cambiare un fenomeno radicato nella cultura americana.

Arienti Stefano

Arienti Stefano

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