The Mole People: i senzatetto di Las Vegas

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Sin City, conosciuta meglio come Las Vegas (Nevada) è sicuramente una delle città più particolari, impressionanti e controverse di tutta America. Probabilmente la più “strana” e sicuramente tra le più lussuose. Ricchi alberghi accolgono quotidianamente ricchi vip e milionari alla ricerca dello svago tra i centinaia di casinò che arricchiscono la città. Un mondo costruito ad hoc per il gioco e il divertimento, simbolo perfetto dell’American Dream.

Appena 25 metri sotto i tavoli della roulette o di poker di Las Vegas, tuttavia, si nasconde un mondo parallelo, sconosciuto ai più. Una misteriosa e triste città di oltre 1000 persone che sopravvivono negli immensi tunnel fognari di Sin City e comunemente chiamata The Mole People.

 

The Mole People: la storia

The Mole People prende il nome, in particolare, dallo stile di vita dei senzatetto che giacciono in questi lunghi tunnel, traducibile infatti come “Uomini Talpa”. La storia di questa città non ha molti anni, anche se per raccontarla a pieno bisogna tornare almeno indietro negli anni Settanta.

In questi anni Las Vegas era nel pieno del suo grande sviluppo novecentesco, grazie alle decine di investitori pronti a tutto pur di arricchire la nuova città – e ovviamente sé stessi. Nel 1966, per esempio, Jay Sarno aprì il celebre Caesars Palace e due anni già tardi, nel 1968, fu la volta del Circus Circus. Una neo-metropoli che vedeva la sua fortuna nell’intreccio “azzardo-mafioso” iniziato negli anni Cinquanta e dimostrato a pieno nel 1972 con l’uscita nelle sale cinematografiche de “Il Padrino”, di Francis Ford Coppola. Una “città del gioco” che, tuttavia, aveva un enorme problema: l’assenza di infrastrutture e sistemi fognari adeguati a contenere le rare ma forti alluvioni che avvenivano a Sin City. In particolare, il vero momento di svolta fu il 3 luglio 1975, quando in poche ore Las Vegas venne completamente allagata da una potente alluvione: l’inefficienza – o meglio, l’assenza vera e propria – del sistema fognario distrusse completamente la metropoli e costrinse gli investitori ad adeguare la città alle sue esigenze.

Fino agli Novanta, perciò, un imponente sistema fognario venne costruito proprio al di sotto della città, sfruttando grossi tunnel in calcestruzzo con ingressi esposti al pubblico – e facilmente utilizzabili come rifugi. Facciamo, però, un salto in avanti fino al 2008, quando l’intero Occidente venne sconvolto dal duro contraccolpo della crisi finanziaria. E tra le città più colpite, ovviamente, non poteva che esserci Las Vegas. Migliaia di persone persero il lavoro e il numero di senzatetto aumentò esponenzialmente: perdendo la propria abitazione e i propri viveri, di conseguenza, centinaia di senzatetto cominciarono a rifugiarsi nei lunghi tunnel in calcestruzzo e nacque così The Mole People.

 

Un problema in costante aumento

Se per decenni e generazioni Las Vegas è stata la città che più di tutte ha incarnato le vette e gli eccessi del sogno americano, oggi la metropoli deve scontrarsi con l’aumento esponenziale dei senzatetto, i quali risiedono principalmente nella The Mole People.

Secondo i numeri preliminari del 2022 di Homeless Point-In-Time Count & Survey, i cosiddetti homeless sono aumentati sia nel Nevada che, nel particolare, a Sin City. Nel dettaglio, l’analisi delle venti comunità a livello nazionale con i più alti tassi di senzatetto ha posizionato all’ottavo posto Las Vegas, con un aumento del 7% negli ultimi due anni.

Un problema in costante aumento proprio anche per il “way of life” di Las Vegas: si potrebbe quindi dire che Sin City è il miglior e il peggior posto per essere dei senzatetto. I ricchi turisti, spesso presi dall’eccessiva euforia, lasciano cadere i loro soldi per le strade, oppure perdono in giro i loro costosi beni. Alcuni giocatori d’azzardo regalano le loro vincite e altri lasciano invece le slot machine cariche di crediti. Altri, invece, si addormentano davanti alle macchinette, rendendo facile il furto. Eppure bisogna sottolineare l’altra faccia della medaglia di Las Vegas, lo stesso di cui abbiamo appena parlato: accesso 24 ore su 24 al gioco d’azzardo, alcool e droghe. “Sarei dovuto essere fuori di qui un paio di mesi fa. Mi sono appena depresso”, ha raccontato al The Guardian Kregg Nattrou, senzatetto che ha perso tutto dopo che si trasferì a Las Vegas alla morte della moglie. “Ho speso 60$ del mio assegno (della previdenza sociale) in droga e oltre 600$ giocando alle slot machine”.

Arienti Stefano

Arienti Stefano

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