Rothschild: l’ultima grande dinastia economica

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Le grandi dinastie sono qualcosa di essenzialmente legato al passato; immense stirpi che hanno regnato sconfinati Stati per secoli. Dalle tre dinastie ereditarie cinesi Sia, Shang e Zhou (che rimasero al governo per addirittura due millenni, dal 2200 a.C. al 221 a.C.) fino alla più recente e celebre dinastia dei Savoia, che dominò la nostra penisola per mille anni rendendola la più longeva di tutte le casate europee. Tuttavia, il dizionario Treccani da questa definizione estera per il termine “dinastia”: “Per estensione, riferito a famiglie nobili, a famiglie di grande potenza finanziaria, e anche a famiglie o a scuole in cui si perpetui una grande tradizione d’arte”. Concentrandoci perciò sul centro di questa definizione, la potenza economica può rendere una famiglia una vera e propria grande dinastia; ed è per questo che successivamente narreremo la storia della più grande dinastia economica del mondo contemporaneo: la Famiglia Rothschild.

 

La nascita della Famiglia Rothschild

Gestire un’impresa con successo per un lungo periodo di tempo non è, detta all’inglese, “la tazza di tè di tutti”. Ancor più difficile diviene mantenere questa gestione durante i passaggi da una generazione all’altra. Tuttavia, quei pochi casi di successo hanno portato alla costituzione di grandi imperi economici e finanziaria tra cui, protagonista di questo articolo, la Famiglia Rothschild, la più celebre dinastia bancaria europea che da oltre 250 anni influenza la storia politica ed economica delle principali zone di tutto il globo.

Impero imprenditoriale e finanziario nato già nel 1760, quando Mayer Amschel Rothschild (1744-1812) fondò la prima attività bancaria nella città di Francoforte. D’origine ebrea, Mayer crebbe nelle piccole comunità della grande città facente parte del ducato tedesco d’Assia, in un ambiente ostile nei propri confronti e senza la possibilità di lasciare il quartiere durante le festività cristiane, la domenica o di notte. Nonostante i suoi genitori volessero che si dedicasse totalmente all’educazione ebraica, Mayer decise di intraprendere una sorta di esperienza lavorativa presso una società bancaria ad Hannover (Germania), in cui imparò segreti e dettagli del settore bancario e del commercio estero. Tornato nel suo paese natale all’età di diciannove anni, Mayer, insieme ai suoi fratelli, si dedicò al commercio di merci e ricchezze principalmente per il principe Wilhelm Coin (che successivamente divenne Guglielmo IX e l’uomo più ricco del continente europeo) e, di seguito, per altri servizi bancari e per diversi aristocratici, fino a quando nel 1769 venne incoronato “Fattore di corte” – colui che gestiva le finanze della nobiltà e dei reali europei.

 

La fortuna della famiglia Rothschild: la Rivoluzione francese

La fortuna della famiglia Rothschild continuò grazie ai cinque figli di Mayer, grazie ai quali si arrivò alla costruzione di un’immensa famiglia di imprenditori finanziari internazionali. Prima di ciò, però, un altro fattore contribuì esponenzialmente alla crescita della famiglia Rothschild, a creare quelle stabili fondamenta per la conquista europea: la Rivoluzione francese. Durante i tumulti parigini, infatti, l’esercito austriaco incaricò i Rothschild di fornire loro i beni di prima necessità, tra cui grano, uniformi, cavalli e attrezzature, e facilitò inoltre le transazioni monetarie per i mercenari dell’Assia. In questo periodo tanto instabile quanto ricco di opportunità, Mayer Rothschild mandò i suoi cinque figli a vivere nelle principali città europee, con lo scopo di avviare e fondare una solida attività bancaria non solo a Francoforte, ma anche a Napoli, Vienna, Parigi e Londra. Diffusasi ovunque nel Vecchio Continente, non solo la Famiglia Rothschild divenne la prima banca ad attraversare il confine, ma grazie a questa espansione tra il 1815 e il 1914 essi controllavano la banca più grande e importante di tutto il mondo.

 

Dominio anche nel 21° secolo

La proprietà della famiglia Rothschild è stata divisa in differenti discendenti ed eredi nel corso dei decenni. Oggi, la loro “presenza economica” è distribuita in un’ampia varietà di settori, inclusi servizi finanziari, immobili, miniere, energia e persino opere di beneficienza. Nel 1869 hanno contribuito ad uno dei più grandi progetti del tempo, il canale di Suez e, ancora oggi, alcuni istituti finanziari di proprietà dei Rothschild operano ancora in Europa, tra cui NM Rothschild & amp; Sons Limited nel Regno Unito e Edmund de Rothschild Group in Svizzera. Nel 21° secolo, quindi, le operazioni Rothschild continuano a vedere successo e crescita, tanto che nel 2023 il patrimonio netto della famiglia sembrerebbe superare i 500 miliardi di dollari, rendendola una delle stirpi più ricche di tutta la storia.

 

Guerrafondai e teorie del complotto

Ricchi, ebrei e costantemente al potere da decenni. È facile capire con questa descrizione le motivazioni per cui, ad un certo punto della storia, sono cominciate a fiorire decine e decine di teorie riguardo i segreti della potenza della Famiglia Rothschild. Il loro status venne descritto eloquentemente dal quotidiano contemporaneo Nile’s Weekly Register già nel 1835: “I Rothschild sono le meraviglie delle banche moderne… scrutano al di sopra dei re, si elevano più in alto degli imperatori e tengono un intero continente nel palmo delle loro mani… nessun gabinetto si muove senza il loro consiglio”.

In particolare, lungo il 19° secolo, le principali teorie guerrafondaie si affiancarono alla figura di Nathan Rothschild, il terzo dei cinque figli di Mayer e colui che fondò l’impero più importante nella capitale inglese, Londra. Sempre il giornale britannico, lo definiva negli stessi anni con queste parole: “Detiene [Nathan Rothschild] le chiavi della pace o della guerra. Sono i mediatori dei consiglieri dei re d’Europa e dei capi repubblicani d’America. Cosa possono desiderare di più?”. Successivamente, il giornalista Georges Dairnvaell, nel 1846, scrisse – con lo pseudonimo di “Satana” – un opuscolo politico intitolato “Histoire édifante et curieuse de Rothschild Ier, roi des juifs”, scoperto e pubblicato solamente nel 2015 dal The Independent come una delle prime teorie del complotto sulla famiglia Rothschild. In particolare, secondo Dairnvaell, Nathan Rothschild non solo rimase coinvolto ma influenzò fortemente gli esiti della celebre battaglia di Waterloo del 18 giugno 1815. Secondo l’opuscolo, infatti, la sconfitta di Napoleone portò “improvvisamente venti milioni [di franchi]” nelle tasche di Nathan e “il profitto totale realizzato in questo anno fatale fu di 135 milioni”.

 

Come molto spesso accade questa teoria del complotto risultò essere infondata, soprattutto per la completa assenza di Nathan Rothschild alla guerra di Waterloo. Tuttavia, al di là delle successive teorie di antisemitismo durante le guerre mondiali o di partecipazioni a sette sataniche o illuministe, l’enorme potere della famiglia Rothschild e, soprattutto, il perenne mantenimento del patrimonio nelle tasche familiari (per esempio, gli eccessivi matrimoni tra cugini o parenti per la conservazione della consanguineità) hanno portato grandi dubbi sull’effettiva potenza nascosta di una delle ultime dinastie economiche della storia.

Arienti Stefano

Arienti Stefano

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